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Giovani in campo: seconda edizione

Data: 15 Gennaio 2020

È partita la seconda edizione di “Giovani in Campo”, un progetto promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Dipartimento Politiche Sociali – Direzione Salute e Benessere e realizzato da Fondazione Roma Solidale onlus, che mira a promuovere il protagonismo dei giovani, con particolare riferimento agli adolescenti in condizioni di vulnerabilità e/o che vivono in contesti familiari disgregati, e a valorizzare lo strumento del Calcio per “fare comunità”.

Il Calcio, per sua natura carico di elementi simbolici immediatamente condivisibili tra le persone e così interno alla cultura del nostro paese, rappresenta un potente passe-partout, una “lingua” comprensibile a tutte e a tutti, ovunque, in grado di parlare alla testa e al cuore, di radicare in profondità valori e sentimenti, in quanto capace di abbattere barriere fisiche, linguistiche e culturali per innescare processi di riscatto sociale, divenendo esperienza di uguaglianza, laboratorio di integrazione e partecipazione collettiva.

Allo scopo di valorizzare la forza aggregativa rappresentata dallo sport ed in particolare dal gioco del calcio, la Fondazione Roma Solidale, in stretta connessione con Roma Capitale, ha promosso sin dal 2014un’innovativa azione di welfare generativo tesa a coinvolgere e quindi interrelare i tanti soggetti che si occupano di calcio nel sociale.

Presentata il 17 aprile 2015, presso la Sala Conferenze dello Stadio Olimpico, la prima rete del Calcio Solidale in Italia e in Europa nasce dall’esigenza di condividere e dare visibilità alle esperienze emergenti quali esempi positivi e modelli trasferibili, recuperando valori ormai smarriti nel circuito del “calcio mediatico”.

In questo contesto, il progetto “Giovani in Campo” promuove dal 2018 il protagonismo dei bambini e delle bambini, dei giovani e delle giovani valorizzando lo strumento del Calcio per “fare comunità”, per porre all’attenzione di tutti problematiche ben presenti nel contesto scolastico così come nelle famiglie e nei quartieri della nostra città; problemi quali il bullismo e il cyber-bullismo, il razzismo e le chiusure identitarie, la difficoltà a gestire le diversità e l’esclusione dai gruppi, i rischi di marginalità e solitudine.